Articoli e news

16/09/2013 10:21

Revisori legali e il nuovo registro

Sole 24 Ore e Italia Oggi hanno dedicato alcuni articoli di approfondimento agli adempimenti in scadenza il 23 settembre a carico dei revisori legali che vogliono iscriversi nel nuovo registro, anche alla luce dei chiarimenti pubblicati sul sito del Mef.

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16/09/2013 10:20

Enti pubblici tenuti alla contabilità civilistica

Enti pubblici tenuti alla contabilità civilistica, a seguito del chiarimento fornito in data 10 settembre dalla Ragioneria generale dello stato con la circolale n° 35 ...

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05/09/2013 12:17

Perdite su crediti concorsuali e periodo di deducibilità

L’art. 101, co. 5, secondo periodo, del D.P.R. n. 917/1986 riconosce la rilevanza fiscale delle perdite su crediti a partire dalla data di apertura della procedura concorsuale, senza, tuttavia, considerare i diversi momenti successivi – sino alla chiusura del relativo iter – in cui è possibile individuare, con ragionevole oggettività, la parte di credito effettivamente non più recuperabile.

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05/09/2013 12:14

Lease back, civilistica e principi contabili

L’operazione di “sale and lease back” rappresenta un contratto atipico con il quale un determinato soggetto cede, a fronte di un corrispettivo, un proprio bene ad una società di leasing, la quale concede il medesimo cespite, in locazione finanziaria, allo stesso venditore. Quest’ultimo, al termine del contratto di locazione, e previo esercizio del diritto di riscatto, potrà rientrare nella piena disponibilità del bene. In altri termini, l’operazione in parola – che rappresenta una particolare forma di finanziamento – permette al soggetto proprietario di un bene di ottenere della liquidità immediata, senza che ciò precluda allo stesso di beneficiare della disponibilità del bene ceduto, potendo, invece, continuare ad utilizzarlo, nello svolgimento della propria attività di impresa. Dalla vendita del bene alla società di leasing potrebbe emergere una plusvalenza, il cui trattamento contabile è definito dall’art. 2425-bis c.c., secondo cui ”le plusvalenze derivanti da operazioni di compravendita con locazione finanziaria al venditore sono ripartite in funzione della durata del contratto di locazione”.

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18/06/2013 09:29

Professionisti e indagini finanziarie con ordinanza 27/29/2013

Il Sole 24 Ore dedica un articolo ai controlli sui professionisti, in particolare quelli legati alla presunzione a favore del Fisco che trasforma i prelievi bancari senza indicazione del beneficiario in compensi non dichiarati.

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18/06/2013 09:28

Registro revisori innativi

ItaliaOggi informa che è online sul portale della revisione legale del Mef il modello RL-99 da utilizzare per l’iscrizione nella sezione ‘inattivi’ del registro dei revisori legali.

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Revisori nei comuni o enti locali 2012

05/10/2012 14:49 a cura di Armellino Ermanno

Italia Oggi ospita l’intervento di Stefano Sfrappa (Sindacato italiano Commercialisti – SiC) relativo ad alcune questioni che lamentano i commercialisti. In primo luogo si denuncia il ritardo nel rilascio della procedura di verifica di congruità delle dichiarazioni 2011 (Gerico 2012) ai vertici del Mef che quest’anno è risultata disponibile solo il 3 di agosto. Quindi viene criticata la nuova procedura di selezione dei revisori negli enti locali.

E’ infatti una procedura che presuppone per l’accesso a tale funzione un’esperienza già maturata sul campo che i professionisti più giovani non possono ovviamente avere e che tuttavia li relega a poter coprire tale delicata funzione da soli in comuni con meno di 5.000 abitanti.

Il Sindacato dei giovani professionisti dichiara invece che il giovane professionista dovrebbe poter fare esperienza in Collegio insieme a professionisti più anziani di lui e che viceversa l’incarico di revisore unico debba essere ricoperto soltanto da questi ultimi con maggiore anzianità professionale, sebbene meno remunerativi.

L’ obbligo di “formazione teorica documentata” imposto ai colleghi che hanno già ricoperto  o coprono tali incarichi sembra ingiusta. Infine, in tema di lotta e alla corruzione e drastica riduzione dei costi della politica, il SiC afferma che i commercialisti si candidano a fare i revisori legali anche dei partiti e dei gruppi politici avendone titoli, capacità e spessore morale.

 

Fonte:Italia Oggi, 04.10.12)

I CONTRATTI A PROGETTO

28/09/2012 19:11

La L. 92/2012 introduce regole restrittive in materia di contratto a progetto e riscrive totalmente il comma 1 dell’articolo 61 D.Lgs 276/03.
Le modifiche attengono all’aspetto giuslavoristico mentre, non si trova nessuna modifica al trattamento previdenziale e fiscale applicato ai compensi erogati.

I requisiti previsti dalla L. 92/2012 inerenti il contratto a progetto risultano i seguenti:

1) Progetto di lavoro
Questo deve essere:
- determinato dal Committente;
- collegato con logica ad un obiettivo finale;
- gestito in autonomia dal Collaboratore;

Inoltre il progetto non deve:
- nella meccanica riproposizione dell’oggetto sociale del Committente;
- configurarsi nella mera esecuzione ripetitiva di compiti da parte del Collaboratore.

Costituisce elemento di validità essenziale del rapporto di collaborazione a progetto, l’individuazione di un progetto specifico. La mancanza determina la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (non esiste la prova contraria).

2) Corrispettivo
Questo deve essere:
- in proporzione qualitativa e quantitativa rispetto al lavoro eseguito;
- relazionato alla prestazione eseguita, non minore di quanto stabilito per ogni settore di attività e comunque parametrato ai minimi previsti dai CCNL applicati alle mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati.

3) Recesso dal contratto
Ferma restando l’estinzione del contratto per la realizzazione del progetto di lavoro, si prevede che:
- entrambi i soggetti coinvolti possano recedere dal contratto a progetto prima della sua scadenza e solo per giusta causa;
- il committente possa recedere prima della scadenza del termine nel caso emergano oggettive cause di inidoneità professionale del collaboratore le quali rendano impossibile la realizzazione del progetto;
- il collaboratore possa recedere prima della naturale scadenza del termine, con preavviso, solo qualora la facoltà di recesso sia stata pattuita preventivamente nel contratto a progetto allegato.

4) Presunzione legale di subordinazione
Si ricorda che, la L. 92/2012 prevede una PRESUNZIONE LEGALE DI SUBORDINAZIONE in base alla quale, salvo prova contraria del Committente, i rapporti di collaborazione a progetto sono considerati rapporto di lavoro subordinato fina dalla data della loro costituzione, nel caso che l’attività venga svolta dal Collaboratore con modalità simili a quelli svolte dai lavoratori dipendenti della società Committente. La L. 92/2012 prevede l’esclusione da questa presunzione di subordinazione le prestazioni ad elevata professionalità come individuate dai CCNL stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative sul piano nazionale (si prevede la possibilità d’intervento di futuri accordi sindacali in fase di rinnovo dei CCNL).

Il Decreto Sviluppo in esame prevede inoltre la possibilità per quelle aziende che operano nel settore dei call center, di procedere con la sottoscrizione di contratti di lavoro a progetto che risultino conformi alla disciplina all’interno della L. 92/2012 aventi ad oggetto solo l’attività svolta in outbound (ovvero le attività tese a contattare durante un dato aro temporale, l’utenza di un determinato servizio o prodotto, sulla base di un corrispettivo su contrattazione collettiva nazionale).

 

Maggiorazione all’Ires “Robin Tax” di cui all’articolo 81 del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112. Trattamento delle eccedenze pregresse e compilazione del modello UNICO

22/09/2012 21:01 a cura di Redazione

In merito alla modalità di recupero dell’eccedenza a credito relativa alla maggiorazione all’Ires di cui all’articolo 81 del decreto legge n. 112 del 2008 (cosiddetta “Robin Tax”), emergente dalla dichiarazione UNICO 2011 Società di capitali, da parte di una società non più tenuta alla compilazione dell’apposita sezione XI-A, “Addizionale per il settore petrolifero e dell’energia elettrica”, del quadro RQ.
In particolare, il contribuente istante, che nel periodo d’imposta 2010 era soggetto alla maggiorazione “Robin Tax”, ha esposto un’eccedenza a credito nella Sezione XI-A, nel quadro RQ43, colonna 13 (Crediti d’imposta e ritenute) del modello UNICO 2011 Società di capitali. Nel periodo d’imposta successivo, 2011, il contribuente non ha più i requisiti previsti per l’assoggettamento alla maggiorazione e, conseguentemente, non è tenuto alla compilazione dell’apposita sezione del quadro RQ e alla liquidazione della maggiorazione nel modello UNICO 2012.
Tanto premesso, viene chiesto se l’eccedenza a credito derivante dalla dichiarazione precedente debba essere evidenziata nella sezione II del quadro RX (Crediti ed eccedenze risultanti dalla precedente dichiarazione) ovvero nella Sezione XI-A Addizionale per il settore petrolifero e dell’energia elettrica, del quadro RQ43, della dichiarazione relativa al 2011, anche se per tale periodo d’imposta il contribuente istante non è assoggettato alla Robin tax.
Al riguardo, si osserva che la sezione II del quadro RX, come precisato nelle relative istruzioni, accoglie esclusivamente la gestione di eccedenze e crediti del precedente periodo d’imposta che non possono confluire nel quadro corrispondente a quello di provenienza, al fine di consentirne l’utilizzo con l’indicazione degli stessi in dichiarazione. Una volta indicate nella sezione in parola, le eccedenze possono essere utilizzate secondo una delle seguenti modalità:
- richieste a rimborso;
- compensate “orizzontalmente”, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, fino alla data di presentazione della successiva dichiarazione;
- cedute ai fini della compensazione dell’IRES dovuta dalla consolidante per effetto della tassazione di gruppo.
Pertanto, qualora il contribuente intenda utilizzare l’eccedenza a credito maturata nel periodo d’imposta precedente nei modi sopra descritti, può correttamente riportare l’eccedenza stessa nella sezione II del quadro RX senza compilare la sezione XI-A del quadro RQ.
Se il contribuente, invece, prevedendo di essere nuovamente assoggettato alla maggiorazione nei successivi periodi d’imposta, intende mantenere la possibilità di utilizzare l’eccedenza a scomputo della maggiorazione a debito eventualmente dovuta in futuro, può continuare ad indicare la medesima eccedenza nella sezione XI-A del quadro RQ. In tal caso, non deve essere barrata la casella denominata “Addizionale Ires” posta nel frontespizio (in quanto per il periodo d’imposta al quale si riferisce la dichiarazione il contribuente istante non è comunque assoggettato alla maggiorazione) mentre devono essere compilate esclusivamente le colonne 15 (Eccedenza precedente dichiarazione), 16 (eventuale - Eccedenza compensata nel mod. F24) e 19 (Imposta a credito) del rigo RQ43, riportando l’importo indicato in quest’ultima colonna nell’apposito rigo della prima sezione del quadro RX del modello UNICO 2012 Società di capitali.

Provvedimenti e Riforma della revisione 2012

21/09/2012 14:22 a cura di Armellino Ermanno

Lunedì 17 settembre, Il Sole 24 Ore dedica alla riforma della revisione legale un’intera pagina, spiegando gli effetti del cambio di regole sulla professione di revisore specialmente per quanto riguarda requisiti e registro, tirocinio triennale, relazione annuale e domanda d’esame. Per l’attività di revisore legale occorre possedere i requisiti di onorabilità e una laurea, triennale o specialistica, in materie economiche, aziendali e giuridiche. Occorre poi inviare al Ministero dell’Economia la domanda d’iscrizione al registro ed entro 90 giorni il Ministero provvederà ad effettuare l’iscrizione (chi è già iscritto al vecchio registro passa di diritto a quello nuovo).  L’aspirante revisore dovrà svolgere per tre anni un tirocinio presso un revisore o una società di revisione legale finalizzato all’acquisizione delle conoscenze teoriche e pratiche necessarie per il superamento dell’esame di idoneità professionale. Per questa ragione il tirocinante potrà assistere e coadiuvare il revisore nelle operazioni di ispezione e di controllo. La responsabilità civile per l’operato del tirocinante sarà comunque in capo al revisore, mentre il tirocinante sarà responsabile penalmente per le eventuali violazioni del segreto professionale. Durante il tirocinio sarà inoltre necessario frequentare corsi di formazione e alla fine di ogni anno di tirocinio. Entro 60 giorni il tirocinante dovrà redigere una relazione sull’attività svolta, confermata mediante una dichiarazione sottoscritta dal revisore legale. In seguito all’invio della terza relazione annuale, il tirocinante potrà presentare la domanda di partecipazione all’esame di idoneità professionale. In merito al trasferimento del registro, sabato 15 settembre Il Sole 24 Ore ricorda che, pur essendo avvenuto sulla carta a partire dal 13 settembre scorso, procede a rilento nell'attesa che si concretizzi il trasferimento del registro revisori dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti al ministero dell'Economia e delle finanze. Su questo punto, la Ragioneria dello Stato ha precisato  che «la messa a disposizione dei servizi, ivi inclusa la modulistica da utilizzare, è prevista a breve, sebbene la piena operatività dell'intero sistema resta condizionata dal perfezionamento della consegna dei registri».

Intanto, il presidente dei dottori commercialisti ed esperti contabili Claudio Siciliotti ha scritto una lettera al ministro della Giustizia Paola Severino in cui viene affrontato il tema dell’equipollenza dei percorsi formativi, l’armonizzazione dei periodi di tirocinio e la salvaguardia del personale della società creata ad hoc per la gestione del registro. Lo stesso giorno, Italia Oggi spiega che, per effetto combinato di due diverse leggi (il dlgs 39/2010 e il dpr 137/2010), la revisione da “funzione” dell’iscritto all’albo dei dottori commercialisti ed esperti contabili diventa “un’attività professionale” a tutti gli effetti, che presuppone un tirocinio di 36 mesi e un esame ad hoc. L’articolo delinea i possibili scenari determinati dallo scollamento tra equipollenza formale – il Ministero dell’Università e della Ricerca ha espresso parere positivo circa l’equipollenza tra le materie oggetto della prova d’esame per l’accesso alle professioni di dottore commercialista e di quelle oggetto dell’esame di revisore legale – ed equipollenza sostanziale che sarà al centro del decreto ministeriale attuativo dlgs 39/2010. Su questo punto Affari & Finanza riporta - all’interno di un articolo dedicato più in generale all’effetto della riforma contenuta nel dpr 137 sul tirocinio- le critiche di Andrea Bonechi, Consigliere dell’ordine dei commercialisti e degli esperti contabili delegato alla riforma delle professioni che, pur esprimendo un giudizio positivo sulla  riforma, rileva come aspetto negativo lo scollamento della durata del tirocinio per i revisori da quello previsto dalla riforma.

 

fonte:(Italia Oggi, Cristina Bartelli, 15.09.2012; Il Sole 24 Ore, Federica Micardi, 15.09.2012;Il Sole 24 Ore, Rosanna Acierno, 17.09.2012; Affari&Finanza, Daniele Autieri, 17.09.2012)

Revisori legali, assunzioni

21/09/2012 14:20 a cura di Armellino Ermanno

Italia Oggi dedica un articolo alla campagna di assunzioni del network Kpmg che sta cercando 500 nuove risorse da inserire in tutti gli ambiti professionali, dall’attività di revisione e organizzazione contabile  (audit), alla consulenza manageriale (advisory) e ai servizi tax & legal. Circa 400 laureati in discipline economiche saranno inseriti nella revisione e organizzazione contabile. Un’attività di natura pubblicistica, dunque anticiclica che sta risentendo in misura minore dello scenario recessivo.

(Italia Oggi, Laura Rota, 17.09.2012)

Revisione legale dei Bilanci dei partiti

21/09/2012 14:19 a cura di Armellino Ermanno

 I principali quotidiani nazionali hanno dedicato in settimana numerosi articoli alla bozza bipartisan in discussione alla Camera con cui si vuole affidare il controllo dei bilanci - un ammontare di 35 milioni- degli 8 gruppi parlamentari alla verifica interna della Camera, a dispetto della richiesta dello scorso 31 luglio avanzata da Gianfranco Fini e dai questori di Montecitorio di affidare i controlli ad una società di revisori esterni. La bozza, elaborata dai deputati Gianclaudio Bressa (Pd) e Antonio Leone (Pdl), ha suscitato parecchie polemiche, considerati i recenti scandali. Dopo la legge di riforma dei partiti Fini aveva affidato al collegio dei questori di individuare una regolamentazione per i gruppi parlamentari che prevedesse tre punti: la trasparenza, con la pubblicazione sul sito dei bilanci; la certificazione che, parallelamente a quanto deciso dai partiti, per i gruppi veniva affidata a società di revisione esterne. Martedì 19 settembre Bressa e Leone hanno però predisposto una bozza che corregge la precedente, basata sul principio di “autodichia”, ossia il principio di autogiurisdizione degli organi costituzionali, che prevede di affidare i controlli internamente. I leader di Pd, Udc e Italia dei Valori hanno però specificato i propri partiti si avvarranno ugualmente di società esterne.

Giovedì 20 settembre i principali quotidiani annunciano il ritorno alla proposta di Fini, specificando che i bilanci dovranno essere certificati da una società di certificazione, la stessa per tutti, scelta tramite un bando di gara. Solo dopo questa fase i bilanci saranno affidati alle cure degli uffici della Camera per i controlli finali, per salvare l’autonomia dell’organo costituzionale e poi saranno pubblicati sul sito web.

Il Sole 24 Ore mercoledì 19 settembre pubblica un’inchiesta che prende in esame la nuova legge sul finanziamento dei partiti. La legge- il nono intervento in meno di vent’anni, su una materia che era stata oggetto di referendum nel 1993 -  approvata lo scorso 5 luglio è intervenuta con dei primi passi, tra i quali l'obbligo dei bilanci certificati da società di revisione iscritta nell'albo Consob. La legge istituisce inoltre una nuova commissione per la trasparenza dei bilanci: una task force di 5 magistrati (3 della Corte dei conti, uno del Consiglio di Stato e uno della Cassazione) che avrà sede presso la Camera e che vigilerà sui bilanci comminando nel caso anche sanzioni. Il Sole 24 Ore definisce queste misure insufficienti, tanto che lo stesso Governo starebbe pensando di intervenire addirittura per decreto. Allo studio di Monti ci sarebbe un dossier che punta a maggiori controlli sui fondi alla politica (da assegnare esclusivamente alla Corte dei conti) e alla regolamentazione dei partiti per legge. Il Corriere della Sera, nella sezione cronaca di Milano, informa che una mozione urgente depositata dai gruppi di maggioranza della Regione Lombardia richiede che sia una società esterna a certificare i bilanci dei gruppi consiliari della Regione Lombardia.

 

(Corriere della Sera, Alessandro Trocino, 19.09.2012; La Repubblica, Annalisa Cuzzocrea, 19.09.2012; La Repubblica, Silvio Buzzanca, 19.09.2012; Il Sole 24 Ore, Nicola Barone e Maurizio Bartoloni, 19.09.2012; Il Sole 24 Ore, Nicola Barone e Maurizio Bartoloni, 19.09.2012; La Stampa, Carlo Bertini, 19.09.2012; QN, Elena G. Polidori; La Stampa, Carlo Bertini,20.09.2012; Il Corriere della Sera, 20.09.2012; Corriere della Sera ed. Milano, Andrea Senesi, 21.09.2012)

REGIME FISCALE DI VANTAGGIO PER L`IMPRENDITORIA GIOVANILE E LAVORATORI IN MOBILITA` DAL 1° GENNAIO 2013.

20/09/2012 20:05 a cura di Redazione

Il 1° gennaio 2013, che rappresenta il secondo anno di operativita` del nuovo regime dei "contribuenti minimi", meglio rubricato come "regime agevolato per l`imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilita`" rappresenta la data che obbliga i soggetti che hanno iniziato l`attivita` nel corso del 2008 (primo anno dei "contribuenti minimi") a dover uscire dal regime agevolato, a meno che non abbiano raggiunto l`eta` di 35 anni e, ovviamente, rientrano nell`ambito dei parametri espressamente previsti. Inoltre, poiche` il regime agevolato e`, per cosi` dire, un regime naturale, vengono anche specificate le modalita` da seguire per la corretta applicazione dello stesso o per porre il essere l`opzione per il regime ordinario, in quanto sussiste l`onere-obbligo di verificare, tra l`altro, l`esistenza dei seguenti ulteriori nuovi requisiti: l`attivita` d`impresa, arte o professione deve essere nuova o deve risultare iniziata successivamente al 31 dicembre 2007; il soggetto interessato non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti, l`esercizio di un`attivita` artistica, professionale o d`impresa, anche in forma associata o familiare; l`attivita` che viene esercitata non deve costituire, in nessun modo, mera prosecuzione di altra precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, esclusa l`ipotesi in cui tale attivita` consista nel periodo di pratica obbligatoria ai fini dell`esercizio di arti o professioni (cosiddetto "praticantato"); se viene proseguita un`attivita` d`impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l`entita` complessiva dei relativi ricavi, che risultano realizzati nel periodo d`imposta precedente, non deve risultare superiore a 30.000,00 euro.
fonte: ilconsulenteaziendale

Corte Ue dice no a esenzione Iva se manca la prova di buona fede

20/09/2012 17:35 a cura di Redazione

L’articolo 138, paragrafo 1, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, meglio nota come sesta direttiva Iva, disciplina le condizioni per cui è possibile usufruire delle esenzioni Iva. Proprio sulla sussistenza di tali condizioni verte la domanda pregiudiziale pervenuta ai giudici della Corte di giustizia europea. La questione controversa, infatti, concerne la negata possibilità, alla società ricorrente, di beneficiare del regime di esenzione dall’Iva in merito alla cessione intracomunitaria di beni.
 Il procedimento principale
La società ricorrente, stabilita in Ungheria, concludeva un contratto di compravendita con un’altra società stabilita in Italia. Le modalità di esecuzione stabilivano che l’esecuzione avrebbe avuto luogo in funzione del peso caricato e che l’acquirente avrebbe provveduto al trasporto della merce. Una volta effettuata la pesatura, il vettore provvedeva a presentare la lettera di trasporto. Per tale operazione di compravendita nel settembre 2009 erano emesse due fatture in esenzione Iva. La prima saldata dalla società ungherese, la seconda rimasta da pagare. A seguito di una verifica fiscale, l’Amministrazione tributaria ungherese chiedeva informazioni sulla società italiana circa la registrazione con numero di identificazione ai fini Iva, venendo a conoscenza del fatto della mancanza del numero. In sede di procedimento tributario non si riusciva a dimostrare il perfezionamento di una operazione di compravendita comunitaria, oggetto della controversa esenzione Iva. Questa conclusione era confermata anche nella decisione del giudice ungherese riconoscendo a carico della società ricorrente un debito tributario per l’Iva non versata in quanto erroneamente ritenuta esente. Di conseguenza, la società ricorrente, presentava ricorso dinanzi al giudice del rinvio con la richiesta di annullare la decisione di primo grado che la condannava al versamento dell’Iva. Per chiarire la portata del comportamento della società, ai fini del diritto all’esenzione dall’Iva, il giudice nazionale sospendeva il procedimento e rimetteva la questione ai giudici europei.
Le questioni pregiudiziali
Il rinvio del giudice nazionale, ai togati europei, verte principalmente su due questioni. La prima questione riguarda l’interpretazione delle disposizioni comunitarie, di cui alla fattispecie principale, in merito alla possibilità che uno Stato membro possa negare il beneficio dell’esenzione Iva, nel caso di una cessione intracomunitaria, dove non ci sia stato il trasferimento, alla parte acquirente, del diritto di disporre del bene.  Nella seconda, invece, il dubbio interpretativo riguarda il diniego di esenzione laddove l’Amministrazione tributaria di altro Stato membro cancelli il numero di identificazione Iva con efficacia retroattiva. 
Sulle questioni pregiudiziali
L’articolo 138, paragrafo 1, della sesta direttiva Iva sancisce i requisiti necessari per qualificare una compravendita quale cessione intracomunitaria. Al sussistere di tali requisiti gli Stati membri possono esentare dall’Iva le compravendite di beni intracomunitarie. Ma al riguardo, da consolidata giurisprudenza della Corte, si evince che, ai fini dell’esenzione, sia necessario che la parte acquirente abbia acquisito il diritto di disporre del bene e quindi sia stato effettuato il trasporto dei beni. I giudici europei, sottolineano, come sia difficile, in virtù della libera circolazione delle merci e delle persone, stabilire se sia avvenuto o meno il trasferimento fisico dei beni. Pertanto, per le autorità tributarie diventa difficile verificare l’avvenuto trasferimento e devono, gioco forza, basarsi sulle prove fornite dai soggetti passivi. In considerazione di ciò, è il giudice nazionale chiamato a stabilire l’avvenuto trasferimento e gli Stati membri possono negare l’esenzione Iva qualora il soggetto passivo non riesca a dimostrare l’avvenuta disposizione del bene o di essersi comportato secondo buona fede. In merito all’altro quesito, l’avvenuta cancellazione del numero identificazione Iva, ad opera di altro Stato membro, con effetto retroattivo ma dopo la data di cessione non inficia lo status fiscale del soggetto passivo il quale mantiene il diritto alla esenzione Iva.
La pronuncia della Corte
Le disposizioni comunitarie in materia di esenzioni Iva, in particolare, l’articolo 138, paragrafo 1, della sesta direttiva Iva, nelle circostanze di cui alla fattispecie principale, devono essere interpretate nel senso che si possa negare il beneficio dell’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto. Il mancato beneficio, però, va giustificato, come nel caso di specie, da un comportamento della parte venditrice tale da favorire l’evasione dell’imposta. Nel contempo, i giudici europei, in forza della richiamata normativa, si sono espressi nel senso che non si può negare l’esenzione di una cessione intracomunitaria se lo Stato di provenienza dei beni adotta misure, con efficacia retroattiva, tali da incidere sui requisiti necessari per beneficiare di tale esenzione.
fonte: procedimento C-273/11
 

Srls semplificate 2012

14/09/2012 13:19 a cura di Armellino Ermanno

Italia Oggi dedica un articolo alle prime posizioni interpretative assunte dalle camere di commercio che gestiscono i registri delle imprese, in merito alle novità in vigore dal 29 agosto sulla Srl semplificata. In particolare si desume che i commercialisti non sono autorizzati a effettuare la cessione di quote della Srls in seguito alla riserva di competenze al notaio per l’accertamento dei requisiti anagrafici. Solo i notai sarebbero quindi autorizzati alla cessione delle quote.

 

(Italia Oggi, Carlo Alberto Busi, 11.09.12)

Revisioni negli enti locali

14/09/2012 13:18 a cura di Armellino Ermanno

Il Sole 24 ore mercoledì 11 settembre pubblica un articolo dedicato alle precisazione del dipartimento Finanza locale del Ministero dell'Interno in materia di revisione negli enti locali per interrompere casi di dimissioni e rielezione dei revisori in Comune e Province.
La precisazione specifica che fino a quando non saranno pronti i nuovi elenchi regionali da cui estrarre i revisori, Comuni e Province potranno scegliere i controllori con le vecchie modalità che assegnano il compito al consiglio; mentre le dimissioni dei revisori e la loro successiva rielezione, è «quantomeno inopportuna», anche perché può «configurare comportamenti elusivi della nuova normativa».

La nuova procedura di estrazione dei revisori da assegnare agli enti locali dovrebbe essere pronta in un mese poiché, ricevute in via telematica le domande dei professionisti, il Ministero sta completando gli elenchi regionali dei futuri revisori dei conti e l'infrastruttura per l'estrazione dei controllori da assegnare agli enti in cui scade il mandato degli organi attuali.  

 

(Il Sole 24 Ore, Gianni Trovati, 12.09.2012;)