Articoli e news

16/09/2013 10:21

Revisori legali e il nuovo registro

Sole 24 Ore e Italia Oggi hanno dedicato alcuni articoli di approfondimento agli adempimenti in scadenza il 23 settembre a carico dei revisori legali che vogliono iscriversi nel nuovo registro, anche alla luce dei chiarimenti pubblicati sul sito del Mef.

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16/09/2013 10:20

Enti pubblici tenuti alla contabilità civilistica

Enti pubblici tenuti alla contabilità civilistica, a seguito del chiarimento fornito in data 10 settembre dalla Ragioneria generale dello stato con la circolale n° 35 ...

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05/09/2013 12:17

Perdite su crediti concorsuali e periodo di deducibilità

L’art. 101, co. 5, secondo periodo, del D.P.R. n. 917/1986 riconosce la rilevanza fiscale delle perdite su crediti a partire dalla data di apertura della procedura concorsuale, senza, tuttavia, considerare i diversi momenti successivi – sino alla chiusura del relativo iter – in cui è possibile individuare, con ragionevole oggettività, la parte di credito effettivamente non più recuperabile.

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05/09/2013 12:14

Lease back, civilistica e principi contabili

L’operazione di “sale and lease back” rappresenta un contratto atipico con il quale un determinato soggetto cede, a fronte di un corrispettivo, un proprio bene ad una società di leasing, la quale concede il medesimo cespite, in locazione finanziaria, allo stesso venditore. Quest’ultimo, al termine del contratto di locazione, e previo esercizio del diritto di riscatto, potrà rientrare nella piena disponibilità del bene. In altri termini, l’operazione in parola – che rappresenta una particolare forma di finanziamento – permette al soggetto proprietario di un bene di ottenere della liquidità immediata, senza che ciò precluda allo stesso di beneficiare della disponibilità del bene ceduto, potendo, invece, continuare ad utilizzarlo, nello svolgimento della propria attività di impresa. Dalla vendita del bene alla società di leasing potrebbe emergere una plusvalenza, il cui trattamento contabile è definito dall’art. 2425-bis c.c., secondo cui ”le plusvalenze derivanti da operazioni di compravendita con locazione finanziaria al venditore sono ripartite in funzione della durata del contratto di locazione”.

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18/06/2013 09:29

Professionisti e indagini finanziarie con ordinanza 27/29/2013

Il Sole 24 Ore dedica un articolo ai controlli sui professionisti, in particolare quelli legati alla presunzione a favore del Fisco che trasforma i prelievi bancari senza indicazione del beneficiario in compensi non dichiarati.

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18/06/2013 09:28

Registro revisori innativi

ItaliaOggi informa che è online sul portale della revisione legale del Mef il modello RL-99 da utilizzare per l’iscrizione nella sezione ‘inattivi’ del registro dei revisori legali.

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Riforma della revisione

14/09/2012 13:17 a cura di Armellino Ermanno

 Il Sole 24 Ore riporta che dal 13 settembre è entrata in vigore la riforma della revisione legale e il Registro dei revisori, ancora in attesa di passare al Ministero dell’Economia, “potrebbe diventare una leva per risolvere in tempi brevi alcuni problemi che le recenti riforme stanno creando ai commercialisti”.

Il Cndcec, a seguito di un consiglio straordinario, avrebbe infatti deliberato all’unanimità, di avviare una collaborazione con i ministeri vigilanti (Giustizia ed Economia) al fine di effettuare il passaggio del registro, con l’auspicio che contestualmente si affrontino alcune questioni aperte: l’equipollenza dei percorsi formativi, il tirocinio e la salvaguardia dei lavoratori che hanno gestito fino ad oggi il Registro. Nel caso dell’equipollenza, il Cndcec auspica a breve un decreto congiunto di Giustizia ed Economia (il parere favorevole del Ministero dell’Istruzione c’è già), mentre per quanto riguarda il tirocinio, i commercialisti chiedono di poter limitarsi ad un solo esame di Stato.

In settimana Sole 24 Ore e Italia Oggi hanno ospitato le dichiarazioni di Claudio Siciliotti e Giorgio Sganga sulla mancanza di istruzioni da parte dei ministeri competenti: dal nodo della gestione delle iscrizioni da parte dei nuovi revisori a quello e sulla necessità di tutelare il personale specializzato che gestisce il Registro dal 2006. Molto dura è stata anche la reazione dell’Unione Nazionale dei Giovani Commercialisti, guidata da Eleonora Di Vona, che sottolinea l’assenza di una disciplina transitoria chiara e non penalizzante per chi deve ancora sostenere l’Esame di Stato. Di tutt’altro tenore, la posizione di Virgilio Baresi, presidente dell’Istituto nazionale dei revisori legali, secondo il quale la nuova gestione del Registro in mano al Ministero dell’Economia, “è la risposta esaustiva agli interrogativi sollevati in questi giorni, che sgombra il campo da ogni equivoco e pone finalmente la parola fine a strumentali polemiche”. Italia Oggi Sette ha dedicato la prima pagina ad un editoriale estremamente critico nei confronti del trasferimento del Registro, sottolineando come la gestione affidata ad una società presieduta dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti fosse “un raro esempio di efficienza”.

Con la nuova riforma i revisori e i tirocinanti già iscritti transiteranno automaticamente nel nuovo registro senza necessità di farne richiesta - come spiega mercoledì 12 settembre Il Sole 24 Ore, riprendendo quanto spiegato in una nota diramata dalla Ragioneria Generale dello Stato– per garantire la continuità di servizio ed evitare interruzioni nello svolgimento dell’attività di revisione in essere. I revisori saranno chiamati ad integrare le informazioni solo decorsi 90 giorni da un nuovo provvedimento ancora non varato, mentre per i tirocinanti non sono previsti ulteriori adempimenti. Unica eccezione sono i tirocinanti non in regola con la presentazione delle relazioni annuali e che hanno di fatto interrotto il tirocinio: in questo caso la presentazione di una domanda ad hoc sarà indispensabile per l’iscrizione. Coloro i quali devono ancora iscriversi saranno tenuti a presentare domanda con moduli e procedure che saranno rese disponibili sul sito della Ragioneria. Il tirocinio per l’abilitazione potrà essere svolto solo presso un revisore legale o una società di revisione iscritta nel Registro dei revisori attivi. Un’altra importante novità sarà l’obbligo di formazione per i tirocinanti revisori: si richiederanno almeno 90 crediti nel triennio, con un minimo di 25 crediti annuali. Al termine del tirocinio, l’aspirante revisore dovrà redigere una relazione sull’attività svolta che trasmetterà alla Commissione centrale per i revisori contabili.

 

(Italia Oggi, Cristina Bartelli, 08.09.2012; Italia Oggi Sette, Marino Longoni, 10.09.2012; Italia Oggi Sette, Luciano De Angelis, 10.09.2012; Italia Oggi Sette, Gabriele Venturi, 10.09.2012; Il Sole 24 Ore, Gianni Trovati, 12.09.2012; Italia Oggi, Ignazio Marino, 12.09.2012; Italia Oggi Sette, Ermando Bozza, 10.09.12; Italia Oggi, Cristina Bartelli, 10.09.2012; Il Sole 24 Ore, Federica Micardi, Gian Paolo Tosoni, 13.09.2012; Italia Oggi, Cristina Bartelli, 13.09.2012; Il Sole 24 Ore, Federica Micardi, 14.09.12; Italia Oggi, Cristina Bartelli, 14.09.12) 

Il coefficiente di rivalutazione del Trattamento di fine rapporto (TFR)

11/09/2012 16:49 a cura di Redazione

L'ISTAT ha reso noto gli indici dei prezzi al consumo del mese di luglio 2012, sulla base del quale si determina il coefficiente di rivalutazione del TFR.

Pertanto, la quota di TFR accantonata al 31 dicembre 2011 deve essere rivalutata dal 15 luglio al 14 agosto 2012 in base al coefficiente 2,245192.

Mese e periodo

dal

al

(a)

(b)

(c)

(d)

(e)

Gennaio 2012

15.01.1 2

14.02. 12

0,125

104,4

0,3846 15

0,2884 62

0,4134 62

Febbraio 2012

15.02.1 2

14.03. 12

0,250

104,8

0,7692 31

0,5769 23

0,8269 23

Marzo 2012

15.03.1 2

14.04. 12

0,375

105,2

1,1538 46

0,8653 85

1,2403 85

Aprile 2012

15.04.1 2

14.05. 12

0,500

105,7

1,6346 15

1,2259 62

1,7259 62

Maggio 2012

15.05.1 2

14.06. 12

0,625

105,6

1,5384 62

1,1538 46

1,7788 46

Giugno 2012

15.06.1 2

14.07. 12

0,750

105,8

1,7307 69

1,2980 77

2,0480 77

Luglio 2012

15.07.1 2

14.08. 12

0,875

105,9

1,8269 23

1,3701 92

2,2451 92

(a) Percentuale di rivalutazione in misura fissa pari all'1,5% annuo, rapportato a mese.

(b) Aumento mensile dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati accertato dall'ISTAT.

(c) Differenza percentuale del valore mensile dell'indice ISTAT rispetto al dicembre dell'anno precedente.

(d) 75% di (c).

(e) Incremento totale di rivalutazione del TFR (a)+(d).

IVA

11/09/2012 11:52

Nuova disciplina, più estesa, dell'IVA per cassa
Per aiutare gli operatori economici ad affrontare la crisi economico-finanziaria internazionale, è stata introdotta una nuova disciplina, più favorevole, della c.d. IVA per cassa, cioè quel regime che prevede il differimento facoltativo dell'esigibilità dell'IVA al momento del pagamento della fattura.
La nuova disciplina non entra in vigore subito, ma dovrà essere attuata mediante un apposito decreto; quando entrerà in vigore, sarà contestualmente abrogata le disciplina attuale, poco utilizzata, contenuta nell'art. 7 DL 185/2008.

Caratteristiche generali
La nuova disciplina prevede che i soggetti IVA con volume d'affari inferiore a 2 milioni di euro possono aderire, tramite opzione, ad un regime di liquidazione nel quale l'IVA relativa ad operazioni effettuate con altre imprese e/o professionisti diviene esigibile, in deroga alle disposizioni ordinarie, nel momento del pagamento della fattura da parte dei clienti. In ogni caso, l'IVA diviene esigibile dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione dell'operazione, quindi a prescindere dall'avvenuto pagamento della fattura, salvo il caso in cui l'acquirente, prima del decorso dell'anno, sia stato assoggettato a procedure concorsuali; in questa ipotesi il limite dell'anno non opera e pertanto l'esigibilità dell'IVA è sospesa per la durata delle procedure concorsuali ed esecutive, nei limiti in cui l'imposta sarà effettivamente incassata.
Coloro che aderiscono al regime IVA per cassa, possono detrarre l'IVA corrisposta ai propri fornitori solo al momento nel quale viene pagato il corrispettivo. Pertanto, i soggetti IVA che optano per il regime in esame, per ogni periodo di liquidazione - mese o trimestre - determinano l'IVA da versare confrontando le fatture incassate e le fatture pagate. Il momento della riscossione o del pagamento dei corrispettivi diventa, pertanto, rilevante per la liquidazione dell'IVA.
Va invece evidenziato che per l'acquirente non in regime di IVA per cassa (per scelta o per volume d'affari superiore al limite), il diritto alla detrazione dell'IVA sorge al momento di effettuazione dell'operazione, ancorché il corrispettivo non sia stato ancora pagato. Tale disposizione rende dunque indifferente, per l'acquirente, il regime IVA adottato dal cedente/prestatore; ciò, contrariamente a quanto avviene nel regime IVA per cassa in via di superamento, nel quale l'acquirente da un soggetto che applica il predetto regime può, simmetricamente, detrarre l'IVA solo al momento del suo pagamento.

Esclusioni
Il regime IVA per cassa non si applica:
- alle singole operazioni effettuate nei confronti di acquirenti privati consumatori;
- alle singole operazioni effettuate nei confronti di acquirenti che assolvono l'IVA con il sistema del reverse charge;
- ai soggetti che applicano i regimi speciali (es. produttori agricoli, esercenti attività di agriturismo e/o attività agricole connesse, agenzie di viaggio, editori, esercenti intrattenimenti e giochi, rivenditori di beni usati, oggetti d'arte, di antiquariato, agenzie di vendite all'asta, commercianti di tabacchi, sali, fiammiferi, editori, esercenti servizi di telefonia, venditori di documenti di trasporto pubblico e di sosta).

Adempimenti formali
Sulle fatture emesse dai soggetti che applicano l'IVA per cassa deve essere apposta specifica annotazione; tale adempimento appare di scarsa utilità, in quanto per l'acquirente l'annotazione è irrilevante ai fini della detraibilità dell'IVA.
art. 32 bis DL 83/2012 conv. in L. 134/2012

Primo consolidamento

11/09/2012 11:38

L'art. 33 D.Lgs. 127/91 precisa che l'eliminazione della voce partecipazioni è riferita alla data in cui l'impresa è inclusa per la prima volta nel consolidamento.
Il principio contabile OIC 17, al paragrafo 10.1, precisa che si deve considerare la data di acquisto (o di costituzione) delle controllate o una data vicina per la quale si disponga dei dati contabili. È ritenuta accettabile, con cautela, l'interpretazione letterale della norma che consente di fare riferimento al momento del primo consolidamento dell'impresa interessata.
Prima di procedere alla eliminazione occorre però rettificare il bilancio della partecipata per riflettere valori correnti delle attività e delle passività al momento dell'acquisto.
L'eliminazione, salvo casi rarissimi, genera una differenza. Se questa è positiva (costo della partecipazione maggiore della quota di patrimonio netto a valori correnti) va imputata all'attivo dello stato patrimoniale (differenza di consolidamento) e trattata come avviamento. La sussistenza di un valore di avviamento va verificata annualmente e, se è venuta meno, bisogna procedere ad una rettifica di valore con contropartita al conto economico. Altrimenti, l'avviamento continua ad essere ammortizzato in base al periodo di prevista utilità futura.
Se la differenza è negativa (costo della partecipazione minore della quota di patrimonio netto a valori correnti) deve esserne esaminata la ragione. Se è dovuta a previsione di perdite future della partecipata, essa va imputata al passivo dello stato patrimoniale (fondo di consolidamento per rischi e oneri futuri) da utilizzarsi in futuro, con contropartita positiva a conto economico, a fronte delle perdite previste, secondo un piano di utilizzo sistematico.
Se, invece, la differenza, è dovuta al fatto di aver effettivamente spuntato un ottimo prezzo d'acquisto, essa va imputata al patrimonio netto consolidato (riserva di consolidamento).
L'art. 33 D.Lgs. 127/91 consente anche di imputare l'avviamento (differenza di consolidamento) a diminuzione del patrimonio netto consolidato a fronte della riserva di consolidamento.
fonte: memento

Turchia nuovo Codice commerciale

07/09/2012 14:42

Il Sole 24 Ore dedica un articolo al Codice commerciale - entrato in vigore lo scorso primo luglio - destinato a imprimere
trasparenza e affidabilità alle procedure commerciali, alla corporate governance delle imprese turche e al trattamento di dati e informazioni aziendali, e a moltiplicare le occasioni professionali di avvocati, revisori legali e banche d’affari. L’adozione del nuovo Codice si inserisce nel quadro dei negoziati per l’adesione della Turchia alla UE.

Fra le novità si riporta la possibilità di costituire società (sia Spa, sia Srl) con socio unico; la disciplina di operazioni straordinarie, l’istituzione di Registri commerciali nelle Camere di Commercio e una banca dati alla Unioncamere turca con accesso online.

Infine in tema di auditing scatterà l’obbligo di verifica legale dei conti tramite società di auditing o professionisti certificati indipendenti anche per Pmi e società micro, con conseguente aumento di trasparenza e costi.

Fonte: (Il Sole 24 Ore, Laura Cavestri, 05.09.2012;)

Metodo di valutazione delle rimanenze descritto nella bozza di principio contabile 13

04/09/2012 16:41 a cura di Armellino Ermanno

  • Oic

Italia Oggi7 dedica due pagine di approfondimento al metodo di valutazione delle rimanenze descritto nella bozza di principio contabile 13, emanato nell’ampio progetto di riformulazione dei documenti di prassi contabile dall’Oic e ritenuto valido anche dal fisco.

La valorizzazione delle rimanenze si effettua quindi con il metodo dei prezzi al dettaglio. Tale metodo di valutazione trova applicazione nella realtà operativa soprattutto nelle imprese operanti al dettaglio (mondo della distribuzione).

La nuova bozza Oic 13 contiene anche nuove istruzioni sugli oneri finanziari capitalizzati.

Novità Tariffe professionali 2012

04/09/2012 16:37 a cura di Armellino Ermanno

Tariffe professionali

Italia Oggi dedica alcuni articoli al “compenso unico” per i professionisti che sostituisce le varie voci delle tariffe professionali e costituirà il parametro guida in mano ai giudici per liquidare l’attività di avvocati, commercialisti ed esperti contabili, notai e professionisti tecnici.

Il regolamento attuativo dell’articolo 9 del decreto legge 1/2012 (che abolisce definitivamente le tariffe) si ispira al criterio generale del compenso unitario e apre le parcelle al mercato.

Il parametro che verrà utilizzato sarà l’accordo fra le parti e solo in assenza di un contratto i passerà all’applicazione del regolamento.

Fonte:(Italia Oggi, Antonio Ciccia, 18.08.12)

Riforma degli ordinamenti professionali 2012

04/09/2012 16:29 a cura di Armellino Ermanno

§ Riforma delle professioni

I principali quotidiani hanno dedicato in queste settimane numerosi articoli al tema della riforma degli ordinamenti professionali approvata venerdì 3 agosto dal Consiglio dei Ministri. Con il dpl Severino (in attuazione dell’art. 5 del dl n. 138/2011) si è posto fine ad un percorso iniziato quasi due anni fa con il Ministro Alfano. I principali quotidiani hanno presentato i contenuti del decreto, concentrandosi in particolare su tirocinio obbligatorio, iscrizione all’ordine, assicurazione obbligatoria, Authority e disciplina, e prestando ampi spazi alle reazioni dei professionisti. Il testo, oltre ad aver recepito alcune delle osservazioni del Consiglio di Stato e del Parlamento, accoglie alcune delle richieste degli Ordini. Il Sole 24 Ore sabato 4 agosto dedica al tema diverse pagine, contenenti anche un fondo in cui si definisce la manovra capace di innescare un corso virtuoso che dovrebbe far emergere alla lunga i professionisti migliori. Sulla stessa falsariga si esprime Marina Calderone, del Cup, che mostra soddisfazione perché le criticità evidenziate nei mesi precedenti sono state chiarite. In un ulteriore articolo, Il Sole 24 Ore analizza l’iter degli altri provvedimenti attesi, quello sui parametri per la liquidazione delle spese legali, presto in Gazzetta, e quello contenente le norme che regolano le società tra professionisti, atteso per settembre. Nei giorni successivi, a partire dal 5 agosto, Il Sole 24 Ore ha dedicato tutti i giorni alla riforma delle professioni uno speciale di due pagine, analizzando gli effetti del riordino per le diverse categorie, a partire dai commercialisti, e toccando tutti i temi della riforma.

Professioni regolamentate

Secondo il decreto, per professione regolamentata si intende l’attività riservata per diposizioni di legge “il cui esercizio è consentito solo a seguito di iscrizione in ordini o collegi” (nessun riferimento a registri o elenchi tenuti da amministrazioni o enti pubblici). Claudio Siciliotti, Presidente del Cndcec esprime piena soddisfazione. Il Sole 24 Ore di martedì 7 agosto spiega che è inoltre in Commissione industria al Senato il dl di iniziativa parlamentare sulle professioni non regolamentate.

Assicurazione professionale

Tra i punti cardine previsti dalla riforma vi è l’obbligatorietà di stipula - in vigore tra 12 mesi - di un’assicurazione professionale. La polizza assicurativa può essere stipulata anche in maniera collettiva dai Consigli degli ordini e dagli enti previdenziali (non dalle associazioni professionali).

Tirocinio

Il periodo di tirocinio professionale avrà durata massima di 18 mesi, sarà obbligatorio solo per le professioni che lo prevedono e potrà essere svolto anche in concomitanza con la laurea specialistica. Anche i dipendenti pubblici potranno svolgere una professione, indipendentemente dal tipo di contratto. Le 200 ore di formazione professionale contestuali al tirocinio, non saranno più obbligatorie ma facoltative. Il regolamento approvato non si applica però alla revisione legale, in quanto “servizio professionale” e non “professione”, come spiega Claudio Siciliotti, anche perché la norma europea impone un tirocinio di 36 mesi per i revisori contabili.

Sistema disciplinari

E’ stato fissato il principio della separazione tra gli organismi disciplinari e gli organi amministrativi nell’autogoverno degli ordini, facendo saltare l’ipotesi di affidare ai primi non eletti la gestione del disciplinare. Per quanto riguarda la commissione di disciplina, sarà il Presidente del Tribunale territorialmente competente a nominare un numero doppio di membri del Consiglio di disciplina rispetto a quelli da eleggere. I consigli disciplinari possono essere aperti a figure esterne: il Presidente è il membro con maggiore anzianità di iscrizione all’albo o, in caso di collegio “aperto”, quello con maggiore anzianità anagrafica. I consigli nazionale dell’ordine o collegio adottano entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, previo parere favorevole del ministero vigilante, i regolamenti attuativi.

Formazione professionale

In materia di formazione professionale, obbligatoria pena sanzione, le regioni potranno disciplinare modalità ed entità di assegnazione di fondi per scuole, corsi ed eventi attinenti al tirocinio professionale. Anche le associazioni di iscritti e altri soggetti che operano sul libero mercato proponendo attività di formazione a tutti i livelli potranno organizzare corsi di formazione, se autorizzati dai Consigli Nazionali o dai Collegi. Ogni consiglio nazionale degli ordini e collegi deve disciplinare le modalità di formazione entro un anno dall’entrata in vigore del Dpr.

Pubblicità informativa

La pubblicità informativa è ammessa “con ogni mezzo” e deve essere “funzionale all’oggetto, veritiera e corretta” inoltre non deve violare l’obbligo del segreto professionale e non deve essere equivoca, ingannevole o denigratoria. Previste sanzioni non solo disciplinari, ma anche in base al Codice del consumo.

Fonte:(Corriere della Sera, Isidoro Trovato, 04.08.2012; Il Sole 24 Ore, Patrizia Maiocchi, 04.08.2012; Il Sole 24 Ore, Patrizia Maiocchi, 04.08.2012; Il Sole 24 Ore, Maria Carla De Cesari, 04.08.2012; Italia Oggi, Benedetta Pacelli, 04.08.2012; Il Sole 24 Ore, Massimo Frontera, Alessandra Galimberti, Patrizia Maciocchi, Francesca Milano,04.08.2012; Il Sole 24 Ore, Marco Bellinazzo, 04.08.2012; Il Sole 24 Ore, Gianni Trovati, 05.08.2012; Gianni Trovati, 05.08.2012; Il Sole 24 Ore, Gian Paolo Tosoni, 05.08.2012; Il Sole 24 Ore, Guglielmo Saporito, 05.08.2012; Il Sole 24 Ore, Jean Marie Del Bo, 05.08.2012; Il Sole 24 Ore, Francesca Milano,07.08.2012; La Stampa, Francesco Grignetti, 07.08.2012; Il Sole 24 Ore, Patrizia Maciocchi, 07.08.2012; Italia Oggi, Ignazio Marino, 07.08.2012; Il Sole 24 Ore, Giovanni Negri, 10.08.2012; Il Sole 24 Ore, Alessandro Galimberti, 10.08.2012; Il Sole 24 Ore, Francesco Falcone, 13.08.2012; Il Sole 24 Ore, Valentina Maglione e Giovanni Parente, 13.08.2012; Il Sole 24 Ore, Patrizia Maciocchi, 13.08.2012, Italia Oggi Sette, Marino Longoni, 13.08.2012; Italia Oggi Sette, Ignazio Marino e Gabriele Ventura, 13.08.2012)

La deducibilità delle perdite su crediti

15/08/2012 19:08 a cura di Redazione

La legge di conversione del D.L. 83/2012, ridetermina i parametri quantitativi e qualitativi, relativi alla deduzione fiscale delle perdite su crediti.
La modifica dell'articolo 101 del Tuir, prevede che l’impresa possa portare in deduzione le perdite su crediti, senza la necessità che la stessa sia supportata da particolare oneri documentali, in quanto si ritengono sussistere elementi certi e precisi. Nello specifico, la citata disposizione prevede la deduzione immediata per i crediti di modesto ammontare.
Per quanto attiene ai crediti di modesto ammontare, la nuova norma sancisce che a partire dal periodo
d’imposta 2012, la deducibilità delle perdite su crediti che presentano i seguenti requisiti, congiuntamente:
- deve essere “decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza di pagamento del credito”;
- il credito deve essere di modesta entità. In particolare, si prevede la deducibilità automatica qualora il credito insoluto non superi i 5mila euro per le imprese di grandi dimensioni e 2.500 euro per tutte le altre imprese.
fonte: finanzadiritto

6 mosse contro il debito pubblico

15/08/2012 15:06 a cura di Redazione

Debito pubblico, risanarlo n Italia è possibile e senza ricorrere ad imposizioni patrimoniali straordinarie, ovvero senza nuove tasse, secondo lo schema in sei mosse studiato dall’ex premier Giuliano Amato e dal presidente della Cassa depositi e prestiti, Franco Bassanini e inviato al presidente del Consiglio, Mario Monti, e al ministro dell’Economia, Vittorio Grilli.
Il Piano Amato – Bassanini
Un piano in grado di garantire il pareggio del debito pubblico portando a ricavare 150-200 miliardi entro il 2017 e altri 150 nei cinque anni a seguire. Fondamentale però è proseguire con coerenza con le misure adottate, ma anche la coesione nazionale e una centralizzazione delle decisioni.
La proposta di Amato e Bassanini si articola su sei mosse:
1.cessione di immobili per 72 miliardi di euro: 30 dall’edilizia residenziale pubblica, 16 dagli immobili di Enti previdenziali, 15 da quelli di Regioni ed enti locali, 6 da caserme e sedi delle Province da smantellare e 5 dal federalismo demaniale;
2. capitalizzazione delle concessioni per 30 miliardi di euro;
3.partecipazioni in Eni, Enel, Finmeccanica, St Microelectronics ed ex municipalizzate quotate per 40 miliardi;
4.aumento della quota di investimenti in titoli di Stato di lungo periodo da parte di degli Enti previdenziali degli ordini professionali (15 miliardi);
5.accordo con il governo svizzero tassare i capitali clandestinamente costituiti da italiani in Svizzera per 16-17 miliardi;
6. incentivi e disincentivi fiscali volti all’allungamento delle scadenze e alla riduzione del costo medio del debito pubblico (5 miliardi).
Tra i firmatati del piano Amato-Bassanini ci sono anche da Giuseppe Bivona, Davide Ciferri, Paolo Guerrieri, Giorgio Macciotta, Rainer Masera, Marcello Messori, Stefano Micossi, Edoardo Reviglio e Maria Teresa Salvemini sotto l’egida del centro studi Astrid.